Loading...
Amministrazione Separata Beni Uso Civico 2017-11-02T09:30:04+00:00

La Storia dei Beni di Uso Civico

I vincoli di pastorizia, di enagione e di raccolta del legname sulle terre comuni da parte di una comunità risalgono probabilmente all’epoca preromana ed erano comunque già regolamentati giuridicamente prima dell’anno 1.000.

Le terre a quel tempo appartenevano globalmente al padrone del luogo feudale (“domini loci”) e ai vicini (gli abitanti del “vicus” cioè del villaggio, da cui deriva poi anche il termine “vicinia”) e per poterne disporre era necessario il consenso di entrambi.

Durante il Patriarcato di Aquileia l’uso delle terre comuni fu molto ampio. L’organizzazione del villaggio si basava sulla “vicinia”, o assemblea dei capifamiglia. La sua sfera d’intervento era abbastanza ampia e andava dalla elezione del parroco, alla concessione in afitto di parti di “comugna” fino a tutte le questioni minute della comunità. A capo della vicinia venivano nominati dei “degani”, il cui numero poteva variare da villaggio a villaggio: a S. Gervasio si nominavano due degani.

Nel 1681, durante il governo dei principi di Eggemberg abbiamo anche la prima stima dei beni comunali di S. Gervasio riportata nel “Catastico del Stato di Gradisca” di Guglielmo de Buglioni.
Poco più tardi, nel 1699, si ha invece notizia che Leopoldo 1° aveva messo in vendita mille campi comunali di S. Gervasio; mentre nel 1743, con l’introduzione del catasto voluto dall’imperatrice d’Austria Maria Teresa, vennero definiti dettagliatamente anche i beni comunali di S. Gervasio.

Il vecchio mondo contadino imperniato sull’autogoverno della “vicinia” e permeato da una fortissima “solidarietà di villaggio” non resse all’impetuosità delle trasformazioni introdotte dall’avvento napoleonico.
Durante l’occupazione francese, nel 1805, venne costituito il Comune di S. Gervasio e, nel 1812, fu definito il Catasto Napoleonico che costituisce il primo inventario completo e moderno delle proprietà fondiarie, fra le quali anche quelle intestate al Comune di S. Gervasio, la cui supercie complessiva risultava a quel tempo essere di ben 963 ettari (corrispondenti a 2.748 campi friulani). Ricordiamo che, sempre a quel tempo, il solo Bosco Bando si estendeva per oltre 400 ettari.

Con il ritorno della dominazione Austriaca, S. Gervasio perse la sua autonomia amministrativa (1818) diventando frazione di Carlino; non perse però i diritti sui suoi terreni comunali che, in quanto diritto reale appartenente solo ai membri della
comunità originaria, rimasero intestati e goduti solo dai frazionisti. Ne abbiamo la prova nel ricorso del 1845 presentato contro l’ennesimo tentativo di vendita dei terreni comunali da parte del governo austriaco, dove, pur con lo stesso atto, vengono perorati in modo distinto gli interessi della Frazione di Carlino e della Frazione di S. Gervasio.

Il ridimensionamento dei beni comunali di S.Gervasio, avvenuto nel 1849, ci appare già evidente nel catasto austriaco redatto nelle partite a partire dal 1850, quando all’ex comune di S. Gervasio rimasero iscritti circa 70 ettari compreso il bosco Comugnis.

Nel 1923 si pervenne ad un accordo tra il proprietario terriero cav. Alessandro Ciardi e il Comune di Carlino dove si conveniva la permuta del bosco Comugnis, sito lungo la strada Savalona – di proprietà comunale di S. Gervasio – con una supercie doppia facente parte del Bosco Bando. Fondamentale per l’esistenza dei Beni di Uso Civico della frazione di S. Gervasio fu la sentenza emessa il 6-12-1932 dal Regio Commissario regionale per la liquidazione degli Usi Civici per la Venezia Giulia, l’Alto veneto e per la provincia di Zara, contro il Comune di S. Giorgio di Nogaro (che dal 1928 aveva incorporato anche quello di Carlino) a difesa degli interessi dei cittadini della frazioni di S. Gervasio, Carlino, Villanova e S. Giorgio stesso.
Con questo atto il Regio Commissario sentenziò che i beni di cui trattasi (quelli di S. Gervasio furono definiti in 62.55 ettari) costituivano beni demaniali delle frazioni per le quali erano intestati.

Una parte signicativa dell’area di uso civico era rappresentata dal Bosco Bando, della cui trasformazione agraria si iniziò a parlare già negli anni trenta.

La decisione di trasformarlo si rafforzò dopo che un incendio nell’inverno del 1943 danneggiò circa un centinaio di campi friulani. In tal senso l’azione intrapresa dal comune di Carlino nel 1947 (dal 1946 Carlino ridiventò comune autonomo) si concretizzò in una serie di lavori e portò nel 1948 alla stipula dei primi contratti di affittanza della durata di 9 anni.

Nonostante la lunga storia dei beni comuni e l’esistenza della Legge n. 1766 del 1927 che lo prevedeva, la popolazione di S. Gervasio dovette impegnarsi in molteplici iniziative, da quella intrapresa verso il Prefetto nel 1955 alla costituzione di un Comitato Consultivo nel 1970, prima di arrivare alla costituzione dell’odierno organo amministrativo dei Beni Civici della frazione, avvenuta nel 1977.

Oltre a gestire i terreni della comunità, i vari comitati che si sono susseguiti hanno anche realizzato alcuni interventi straordinari, come l’acquisizione, nel 1992, di un’area di circa 9.000 mq adibita a Parco nei pressi dell’abitato di S. Gervasio. Quest’area è stata ampliata nel 2002 con la donazione di un terreno adiacente, dove è stato realizzato un campo di calcetto e nel 2013 con l’acquisizione di un fondo lungo il corso d’acqua della Roiatta.

Le cariche

– 26 giugno 1977 –

Presidente: Codarin Gino
Consiglieri: Bottò Giovanni, Comuzzi Rialdo, Del Pin Roberto, Mian Mario

– 6 giugno 1982 –

Presidente: Comuzzi Rialdo
Consiglieri: Bottò Giovanni, Codarin Gino, Mian Mario

– 17 aprile 1988 –

Presidente: Zulian Dino
Consiglieri: Bottò Carlo, Peressutti Daniele, Della Ricca Ennio,

– 21 novembre 1993 –

Presidente: Bottò Carlo
Consiglieri: Peressutti Daniele, Mian Vittorio, Milan Giuliano

– 14 giugno 1998 –

Presidente: Bottò Carlo
Consiglieri: Peressutti Daniele, Mian Vittorio, Milan Giuliano, Baggio Gianantonio

– 9 giugno 2002 –

Presidente: Bottò Carlo
Consiglieri: Peressutti Daniele, Mian Vittorio, Baggio Gianantonio, liputti Gabrio

– 29 ottobre 2006 –

Presidente: Bottò Carlo
Consiglieri: Peressutti Daniele, Mian Vittorio, Mian Gisberto, Chiccaro Denise

– 19 giugno 2011 –

Presidente: Mian Gisberto
Vice Presidente: Codarin Mauro
Consiglieri: Banini Manuel, Mian Adriano, Mariano Ines

– 22 novembre 2015 –

Presidente: Mian Gisberto
Vice Presidente: Codarin Mauro
Consiglieri: Chiccaro Alex, Mian Adriano, Filip Emil
Segretario: Del Pin Elisabetta