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La storia 2017-09-23T06:51:35+00:00

La Storia di San Gervasio

Il nome di San Gervasio (esattamente S. Gervasium) compare per la prima volta su un documento il 23 novembre dell’anno 1296 e deriva dal primo dei due fratelli martiri, Gervasio e Protasio, di Milano del III-IV secolo. Il territorio riferente all’antico Comune di S. Gervasio è stato abitato fin da tempi remoti, sono infatti una decina i siti archeologici ubicati nel territorio di S.Gervasio e schedati per la Carta Archeologica del Friuli Venezia Giulia, voluta dalla Regione e realizzata dal Dipartimento di Scienze dell’Antichità nel 1993.

I reperti recuperati (in località Muzzanella, Bando, Lama Zugliana e Tombis, lungo Via Levaduzza e Via Savalona, presso i Casali Feruglio e Le Favole, lungo l’Urian e l’antico alveo della Roiatta) testimoniano la datazione di queste antiche presenze umane che vanno dall’Età neolitica (V millennio a.C.) a quella del rame (fine III millennio a.C.), del bronzo antico e del bronzo recente (fine XIII fine XII sec. a.C.), dell’Età del ferro evoluto. Per l’Età romana: dell’Età repubblicana, dell’Età altoimperiale e dell’Età tardoimperiale. Da tutta questa serie di testimonianze archeologiche emerge la presenza di un’intensa colonizzazione romana che parte dalla fondazione di Aquileia del 181 a.C. e si sviluppa per circa mezzo millennio fino alle invasioni barbariche.

In data 13 luglio 1031, l’indomani della consacrazione della nuova basilica aquileiese, il Patriarca Popone dona un largo tratto della Bassa Friulana al Capitolo di Aquileia. In questo privilegium o diploma vengono nominati diversi paesi fra i quali Carlino (prima sua citazione storica), Marano e S. Giorgio, specificandone esattamente i confini: dal mare e dal fiume che è detto Corno fino al fiume che è detto Arvonchio (ora Revonchia o Turgnano). S. Gervasio non vi è nominato, ma è evidente la sua inclusione, anche perché il diploma, con la frase “cum cappellis sibi pertinentibus” lascia chiaramente intendere che vi erano altre cappelle dipendenti dalla Pieve o in essa comprese, ma senza beneficio fondato.

Il 3 aprile 1077 l’Imperatore Enrico IV concede al Patriarca d’Aquileia, Sigeardo, l’investitura feudale con prerogative ducali su tutta la contea del Friuli. Si può considerare questo l’atto di nascita dello stato patriarcale friulano autonomo.

Passato dunque il territorio di San Gervasio sotto le dirette dipendenze del patriarca, si riscontra nel Thesaurus Ecclesiae Aquilejensis al n. 805 il seguente testo: “De Gastaldia Utini. (omissis). lnvestitio cujusdam territorii de supra S. Gervasium, apud Maranum facta Pizolo Michaeli et Sabbadino de Casellis, solvendo annuatim in festo S. Martini unam marcam denariorum Aquilegensium et Decimam. Charta per Franciscum Nasutti in MCCXCVI die octavo exeunte Novembri”. Investitura di un certo territorio situato sopra S. Gervasio presso Marano fatta a Pizolo, Michele e Sabbadino di Chiasellis, con l’obbligo di pagare ogni anno nella festa di Martino una marca di denari aquileiesi e la decima. Documento redatto dal [cancelliere patriarcale] Francesco Nasutti il 23 novembre 1296.

Da un atto repertoriato da Vincenzo Joppi che dice: “In Carlino, nel 1365, vi erano le chiese di S. Maria, di S. Giovanni, di S. Pietro, di S. Gervasio, di S. Tomaso, ed altra di S. Tomaso presso il mulino di Carlino”, ricaviamo un’altra citazione.
E ancora S. Gervasio compare neIl’Introiutus Aquileiensis Ecclesiae, compilato da Odorico Susanna verso il 1382, dove la villa di S. Gervasio viene nominata come facente parte della podesteria di Marano. In quell’epoca, invece, Carlino era giurisdizione dei Frangipane, Signori di Castello. Dal punto di vista ecclesiastico sia Carlino sia S. Gervasio erano filiali della Pieve di Marano.

Nel 1420 San Gervasio, seguendo le sorti di tutto il Friuli, viene occupata dalle truppe venete e, di fatto, passa sotto il dominio della Repubblica di Venezia.

A causa della complicata successione della Contea di Gorizia, nel 1500, fra Venezia e l’Austria scoppia un conflitto, al termine del quale, con la Dieta di Worms nel 1521, il Friuli venne spartito tra Veneziani e Austriaci. In particolare, la bassa friulana viene divisa da un confine assai frastagliato, che lascia numerose isole di territorio austriaco nel bel mezzo del territorio veneto e viceversa. S. Gervasio con Carlino, Marano e Porpetto rimangono all’Austria, circondati però da territori veneti come ad esempio Muzzana, Palazzolo e Castions.
Nel 1542 alcuni soldati di ventura espugnano la fortezza di Marano, vendendola l’anno successivo proprio a Venezia. Gli austriaci allora erigono nei pressi di Marano il forte di Maranutto. Da questo momento Carlino e S. Gervasio, austriaci, rimangono politicamente divisi da Marano veneta e pertanto vengono a trovarsi distaccati dalla loro pieve. Si può quindi far risalire a quei travagliati momenti il completo distacco delle chiese filiali di Carlino e di San Gervasio dalla Chiesa matrice di Marano.

Già nelle capitolazioni di Worms, S. Gervasio e Carlino compaiono in due distinti elenchi. S. Gervasio, Porpetto di là dell’acqua, Chiarisacco, Gonars, Campomolle, Rivarotta tra le ville in origine appartenenti al castello di Marano; Carlino invece compare in un altro elenco con Nogaro, Villanova, S. Giorgio, Fauglis, Ontagnano, e il Castello di Porpetto con mezza villa (di qua dell’acqua). Sembra che le ville già dipendenti da Marano, tra cui S. Gervasio, siano rimaste sottoposte per un primo periodo al Capitano reggente il forte di Maranutto, per poi passare, con qualche modifica, sotto la giurisdizione della famiglia Wassermann. Carlino, invece, e le altre ville con lui elencate, sembra che dovesse già essere sotto la giurisdizione della famiglia Frangipane di Castel Corpetto. Anche Girolamo da Porcia, nella sua Descrizione della Patria del Friuli del 1567, ci conferma questa situazione.

Nel 1584, secondo una nota del cappellano don G. B. Jaconissi, i sangervasini ricostruiscono la loro chiesa dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, che ancora oggi ammiriamo.

Nel 1616, durante la guerra di Gradisca i veneziani radono al suolo il Maranutto.

Nel 1647 Gradisca, da cui dipendeva anche S. Gervasio, viene elevata a contea principesca semi-indipendente da Ferdinando III, e tale situazione dura fino al 1717. Infatti con la estinzione della dinastia Eggenberg, il feudo di Gradisca torna all’Austria.

Nel 1690 si effettuano alcuni importanti lavori nella chiesa di S.Gervasio, come la costruzione del coro e dell’altare in marmo tuttora esistente.

Nel 1753 viene risolta la plurisecolare questione dei confini tra l’Austria e Venezia; si definiscono i confini comunali con Marano e vengono riconosciuti i diritti di pesca in laguna spettanti alle ville austriache di S. Gervasio, Carlino e S. Giorgio.
Nella primavera del 1797 Napoleone invade lo Stato Veneto e il 17 ottobre, con la pace di Campoformio, cede il territorio della Serenissima all’Austria in cambio della Lombardia e del Belgio.

Per San Gervasio non cambia quasi nulla. Diversamente dal Friuli veneto, infatti, il territorio di San Gervasio era austriaco prima del passaggio di Napoleone, e austriaco rimane dopo la pace di Campoformio. Ma dopo sette anni, nel 1805, Napoleone riconquista il Friuli che viene a far parte del Regno d’Italia fino al 1813. La riforma amministrativa è radicale: dopo una vita più che millenaria, i comuni rurali detti vicìnie vengono soppressi e si costituiscono i comuni amministrativi di tipo moderno.

Il 18.11.1805 il Provvisorio Central Governo del Friuli emana il “Riparto in 13 distretti della Provincia del Friuli”. Del Distretto di Palma fanno parte, fra gli altri, i Comuni di: S. Gervasio, Carlino, Casino, Muzzana, Zellina, Marano.
Il 22.12.1807 un’Ordinanza di Napoleone provvede alla “Istituzione dei sette Dipartimenti dei Paesi Veneti” fra i quali quello di Passariano. II Dipartimento del Passariano era suddiviso in quattro Distretti: Udine, Tolmezzo, Cividale e Gradisca. E proprio di quest’ultimo distretto facevano parte i cantoni di Cervignano, Cormons, Gradisca e Palma, cantone al quale appartenevano anche i Comuni di Carlino, Muzzana, Marano e S.Gervasio, al quale veniva accorpato Casino.
Il 1.1.1811, con un nuovo provvedimento, si passa ad un nuovo assetto territoriale, che scorpora Casino da S.Gervasio per aggregarlo, assieme a Zellina, al comune di Muzzana (Dipartimento di Passariano, Distretto di Udine, Cantone di Latisana), mentre il comune di San Gervasio viene inserito nel Dipartimento dell’Adriatico.

Il periodo napoleonico si chiude definitivamente con il Congresso di Vienna, a seguito del quale il territorio di San Gervasio viene inglobato nel nuovo Regno Lombardo-Veneto, direttamente controllato dagli Asburgo.
Con il ritorno dell’Austria rimangono in funzione i due Comuni amministrativi distinti di S. Gervasio e Carlino, ma non più guidati dai degani e dalla vicinia, come nei tempi antichi, né dal Sindaco, come nel periodo napoleonico, ma da un nuovo organo amministrativo: la Deputazione Comunale.
Nel 1818, prendendo atto della nuova divisione amministrativa che già nel 1814 aveva staccato dalla Contea di Gorizia e Gradisca le ex isole territoriali austriache della bassa friulana e le aveva assegnate al Regno Lombardo Veneto e quindi alla Provincia del Friuli (Udine), la parrocchia di Carlino, con le chiese filiali di S. Gervasio e del Casino viene staccata dalla diocesi di Gorizia, cui apparteneva dallo scioglimento del Patriarcato di Aquileia, e assegnata alla diocesi di Udine, Forania di Mortegliano.
Nello stesso anno San Gervasio diventa frazione di Carlino.

Il 31.10.1862 il Governo del Regno Lombardo-Veneto emana l’Ordinamento Territoriale della Provincia del Friuli, che viene suddivisa in 19 distretti, fra i quali c’è quello di Palma composto di 11 Comuni. Carlino, in questo Ordinamento, è Comune composto da due Comuni Censuari: Carlino e S. Gervasio con Casino.

Nel 1866, con la III guerra d’indipendenza, il Friuli, fino al fiume Iudrio viene annesso all’Italia e quindi anche San Gervasio passa sotto casa Savoia: l’annessione viene ratificata da un plebiscito che si tiene il 21 ottobre. Nel comune di Carlino si contano 222 “si” contro 0 “no”.
Nel 1878 viene costruito il nuovo cimitero di S. Gervasio e Casino; nel 1888 entra in servizio la ferrovia Portogruaro — Latisana — S. Giorgio di Nogaro che attraversa il territorio della frazione; nel 1908 viene radicalmente ristrutturata l’antica chiesa dei SS. Gervasio e Protasio.

Nel 1914 viene inaugurato l’edificio della scuola elementare di S. Gervasio, oggi Centro Civico.

Pur in presenza di un’ondata migratoria (soprattutto verso le americhe) tra il 1855 e il 1910, San Gervasio vede un aumento della popolazione del 33% arrivando così a toccare 278 abitanti.

La prima guerra mondiale colpisce pesantemente anche la comunità di S. Gervasio con ben undici caduti. Per onorare la loro memoria si costituisce già nel 1920 la Sezione Combattenti di San Gervasio che erige uno dei primissimi Monumenti ai caduti della Bassa Friulana che viene inaugurato il 20 febbraio 1921.

Nel 1928 il riordino amministrativo promosso dal regime fascista interessa anche S. Gervasio. Infatti, in tale anno il comune di Carlino viene accorpato a quello di S. Giorgio di Nogaro di cui diventa frazione alla pari di S. Gervasio.

Anche la seconda guerra mondiale colpisce pesantemente la comunità di San Gervasio con ben nove caduti.

Nel 1942 viene acquistata la statua della Madonna Ausiliatrice alla quale i sangervasini subito si affezionano e vogliono inserire nel piedistallo la dicitura “Madonna Ausiliatrice proteggi i nostri soldati”.

Nel 1947 il governo repubblicano provvede al ripristino dell’assetto amministrativo prefascista a seguito del quale viene ricostituito il comune di Carlino composto da due frazioni: Carlino e S. Gervasio.

Nel novembre 1948 San Gervasio è allacciato alla rete elettrica.

Il 23 maggio 1950 circa 1.400 braccianti disoccupati iniziano il lavoro all’alveo del torrente Cormor, facendo il cosiddetto “sciopero al rovescio” e scontrandosi più volte con la Celere. Tale fenomeno prende il nome di “Lotte del Cormor”.

Il 9 maggio 1954 viene ricostituita la Sezione Combattenti e Reduci, che appone una lapide marmorea al monumento riportante i nomi dei caduti nelle due guerre mondiali.

Il 20 settembre 1955 viene inaugurato ufficialmente il canale del Cormor alla presenza dell’allora ministro dell’agricoltura Emilio Colombo. Tale opera modifica sensibilmente l’assetto territoriale della frazione.

A metà degli anni cinquanta un’ondata migratoria intensa interessa San Gervasio e tocca l’apice nel 1955, con la partenza di una decina di giovani sangervasini verso l’Australia a bordo della nave “Flaminia”.

Nel 1961 arriva il collegamento telefonico.

Il 25 marzo 1962 viene messa la prima pietra della nuova chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice, che viene inaugurata il 15 ottobre 1967.

Nel 1967 viene asfaltata via IV Novembre, a cui seguirà nel 1969 la realizzazione della strada provinciale Carlino-Muzzana.

Nel 1971 viene costituito il G.S. Indipendente, la società calcistica che, per venti anni – fino al 1991, sarà l’orgoglio di S.Gervasio. Dalla 3A categoria dilettanti, nel 1984 salirà (prima società del comune di Carlino) in 2A categoria. Otterrà molteplici traguardi anche nel settore giovanile dove partecipa in tutte le categorie, vincendo nel 1975 e nel 1976 il campionato Giovanissimi e nel 1981 quello Esordienti.

Nel 1973 viene demolita la canonica: al suo posto verrà realizzato l’ambulatorio.

Il 3 aprile 1977 si inaugura la sezione A.F.D.S. di San Gervasio, mentre il 26 giugno dello stesso anno si tengono le prime elezioni per il Comitato di gestione della Amministrazione separata dei beni di uso civico della frazione di San Gervasio.

Nel 1979 cessa l’attività didattica nelle scuole elementari di San Gervasio.

Nel 1986 si procede alla asfaltatura della strada Savalona, che porta a Marano e nel 1995 viene realizzato il cavalcaferrovia di via Levaduzza.

Nel 1993, su progetto dell’architetto Andrea Bragutti, viene restaurata la Chiesa dei SS Gervasio e Protasio.

Il 21 giugno 1998 viene presentato il libro “Sarvâs: storia e vita di una comunità della bassa friulana” curato da Gisberto Mian, Diego Navarria, Carlo Bottò, Giuliano Milan, Daniele Peressutti e Luciano Fava.

Il 30 settembre 2000 viene inaugurato il Parco Civico di San Gervasio.

Il 22 aprile 2001 si costituisce l’Associazione Ricreativa Culturale “SARVÂS”.

Nel giugno 2006 viene inaugurato il nuovo campo di calcetto nell’area del parco Civico.

Il 20.02.2011 viene inaugurato il cippo all’8° Rgt. Alpini.

Nel 2011 entrano in funzione due grandi parchi foto-voltaici in località Bando lungo la Savalona e in località Muzzanella, mentre nel 2012 inizia l’attività una centrale a Bio-gas lungo via Savalona.